La Vittoria di Daniela


Questa è una e-mail integrale inviatami da Daniela, una ragazza che ha vinto la sua sfida con la R.P.

"Ciao mi chiamo Daniela ho 29 anni e vivo a Reggio Calabria..nel 2002 ho scoperto di avere questa malattia e da allora la mia vita è cambiata tanto. E' la prima volta che parlo o scrivo a qualcuno che sa perfettamente di cosa parlo..apparentemente la mia vita è rimasta quella di sempre; mi sto laureando in architettura, esco e mi diverto con i miei angeli che sono le mie tre amiche del cuore ed un mio caro amico, ho un fidanzato che mi ama davvero tanto e cerco di sorridere più che posso. In tutti questi anni ho cercato di non piangere mai, forse per orgoglio, forse perchè la rabbia a volte è tanta da impedirmi anche di sfogarmi o forse perchè è giusto che sia forte per non far soffrire chi mi sta accanto ,per proteggere i miei genitori che loro si piangono e forse a volte si chiedono pure se magari la colpa non sia la loro..........io perciò devo sorridere,ironizzare e prendermi gioco di me e della malattia,devo esorcizzare la bestia che ho dentro al cuore, per proteggere loro ma soprattutto per proteggere me. Forse però a volte fare finta di niente non aiuta affatto,dopo 6 anni di malattia ho capito che alle volte è giusto anche parlarne, piangere,forse è giusto anche chiedere aiuto a chi ti ama..Ricordo la prima volta che giunsi a Milano per sottopormi a una visita più approfondita: io e i miei genitori avevamo ancora qualche piccola speranza che forse giù come spesso accade, al sud, i medici si fossero sbagliati..purtroppo non è stato così.. le parole di quello che poi sarebbe diventato per me un punto di riferimento e tutt'oggi il mio personalissimo medico furono: "Non permettere a questa malattia di condizionare le tue scelte..devi continuare la tua vita di sempre.."Non ti nascondo che è stato per me molto difficile tenere fede a questa promessa, a volte ho agito proprio perchè condizionata da lei, a volte mi sono fatta male apposta per non sentire quel dolore e crearmene di nuovi per non pensare a lei..oggi non lo faccio più oggi rispetto ciò che dio ha voluto per me..credo che all'inizio sia normale dare un pò di testa, bisogna darsi del tempo per metabolizzare l'accaduto, per imparare a convivere con una cosa che non hai scelto ma che ti è stata imposta e poi non si sa neanche il perchè..quante notti trascorse a chiedermi PERCHE'? perchè io?tu sai bene cosa significa avere questa malattia da ragazzi: a vent'anni ti sembra di avere il mondo fra le mani, ti sembra che tutto sia possibile e invece poi scopri che non riesci più a guidare nemmeno una macchina, ti rendi conto che se non c'è qualcuno ad indicarti i gradini tu rischi di cadere giù da quella scala, ti rendi conto che se sei in un locale la sera a divertirti con gli amici non riesci neanche a vedere il volto del ragazzo che ti piace tanto..per molti anni solo le persone più intime hanno saputo della malattia, mi vergognavo a dirlo, tanto di giorno sono sempre stata autosufficiente e riuscivo a mascherarla bene, la sera poi con le mie amiche escogitavamo mille trucchi per farmi scendere le scale senza che nessuno se ne accorgesse che loro mi suggerivano dove e quanti scalini ci fossero..a volte hanno finto loro di non vederci per non farmi sentire il disagio che se anche non esternavo loro sapevano che era in me..è importante essere amati e sostenuti..forse se dio mi ha tolto qualcosa è perchè sa che sono in grado di sopportarlo e sa che sono circondata da un amore immenso che ho una famiglia che mi adora, degli amici straordinari e un fidanzato pazzo di me che mi dice che insieme affronteremo sempre tutto..i suoi occhi arriveranno dove i miei si fermeranno.. Oggi non mi vergogno più di essere Daniela anche così, perchè alla fine io resto Daniela, questa malattia è parte di me. Per fortuna la mia malattia a oggi procede lentamente, la parte periferica dei miei occhi è quasi del tutto bruciata ma ringraziando il cielo la parte centrale è risparmiata..il mio dottore dice che sono fortunata e che anche nel mio stadio terminale manterrò un briciolo di autonomia, pare che la luce non si spegnerà completamente..all'inizio pensavo: BELLA FORTUNA! adesso si che dico GRAZIE SONO FORTUNATA..oggi ho imparato a piangere se mi va, ho imparato che se merito un miracolo è solo perchè sono una bella persona e non perchè sono malata e la vita mi deve per forza qualcosa in cambio..oggi so che dentro io ho custodito un tesoro che è frutto della mia esperienza, del mio dolore, del mio disagio, magari non sarò andata in giro la sera da sola in macchina, magari non posso fare una passeggiata da sola ma dentro ho qualcosa in più dei miei coetani: ho la sensibilità, ho il senso del sacrificio, ho il dono della tolleranza verso tutto ciò che è diverso dal normale, so di poter contare su di me, so che riesco a rialzarmi, so che sono una roccia ma soprattutto so che ciò che vivo mi rende speciale..
Non so perchè ti ho scritto, ne avevo solo voglia..voglia di parlare, di scrivere..
Un saluto caro DANIELA"