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Rapporto Tra Esoterismo E Psicologia

RAPPORTO TRA ESOTERISMO E PSICOLOGIA

Di BEATRICE GIRARDI

Per esprimere con una parola “l’Esoterismo” , con la consapevolezza che sto ora utilizzando per comunicare e con la premessa che essa stessa è in continua evoluzione come per tutti gli esseri esistenti e di conseguenza anche il linguaggio che utilizziamo, allora in questo momento mi esprimerò in questi termini: “l’Esoterismo” è quel movimento energetico che si esprime attraverso quella parte dell’esistenza che con un termine fittizio chiamo Es , o campo energetico disponibile , o come dice il Chopra, tutto quantico , il quale a specchio col Se o concretizzazione fisica dell’energia stessa , dà un’unica cosa: l’ es-istenza .

Alcuni testi religiosi descrivono l’esoterismo come quella serie di fenomeni che collegano l’anima al corpo, ma anche che permettono alle persone di contattare energie superiori per ottenere risorse positive o negative a seconda delle pratiche religiose che vengono effettuate e quindi a seconda degli scopi da loro perseguiti. L’esoterismo diventa tale, dal nome che etimologcamente porta in sé cioè: Visto dall’interno .

Questo termine veniva usato per descrivere le poche persone, esoterici ai quali Aristotele dava alcuni dei suoi insegnamenti, i pochi che lui considerava potessero comprenderli, rispetto agli Essoterici , cioè coloro che potevano rappresentare l’esperienza pubblica. Da qui infatti poi gli esoterici divennero anche i pochi iniziati ad alcune sette religiose, ed esoterico diventava un prodotto misterioso, inconprensibile ai più.

La stimolazione data dall’ Es (corpo eterico) al se umano (corpo fisico), e la cooperazione fra i due nella manifestazione del prodotto risultante, porta gli uomini a razionalizzare o tentare di capire concetti che permettono loro di avere la percezione di sé stessi fisicamente e tanto più si avvicinano a capire sé stessi come manifestazione fisica dell’energia, ( prodotto risultante), tanto più scoprono l’energia stessa, e, che questo sé stessi è infinito, ed è a questo punto che iniziano a parlare di esoterismo. In realta’ l’essere umano attraverso la psicologia vuole capire sé stesso e mentre lo fa apre i suoi confini al ricevimento di un sé inaspettato molto più ampio che viene chiamato esoterico. Questo Es , è quella parte dell’essere che l’uomo utilizza inconsciamente o di cui non ne è completamente conscio. L’uomo cerca di riconoscere se’ stesso e di continuare questa conoscenza che chiama crescita spirituale al fine di trascendere il Sé stesso, infatti il rapporto fra esoterismo e psicologia è lo stesso che sostiene la dualità terrena, è la stessa differenza fra Es e Sé , si muovono insieme per l’unico scopo di continuare la creazione, la manifestazione delle idee, l’esistenza stessa. Così se l’emisfero sinistro riceve e mette in atto l’idea proveniente dal destro, la psicologia vuole capire e conoscere l Es al fine di scoprire e diventare sempre più consapevole del se . La psicologia cerca di comprendere ciò che sta dietro il comportamento umano e arriva a quei pensieri chiamati inconsci proprio perché non conosciuti da chi li emette. Tanto più l’individuo conosce e diventa conscio dei suoi pensieri, tanto più si conosce e contemporaneamente si accorge che la sua ricerca non finisce lì, continua all’infinito come infinita appare l’esistenza.

L’esoterismo e’ qualcosa di sconosciuto ed il compito della psicologia è quello di capirlo e rivelarlo. Man mano che viene fatto ciò , viene anche compreso che più si conosce e si legittima il sé, più si manifesta l’es. E così facendo lo si mette in evidenza. Questa evidenza dell’ Es attraverso il se è lo studio degli psicologi, poiché essa rivela informazioni utili all’essere umano per il mantenimento del benessere individuale e collettivo, tra l’altro, fine ultimo della psicologia.

La psicologia infatti studia ciò che le persone chiamano sofferenza per rivelarne la causa psichica e applicare quelle forme terapeutiche che portano l’individuo alla consapevolezza di vecchie forme di pensiero limitante, verso nuove di risorsa. Tornando all’esoterismo come manifestazione di quella parte di noi non conosciuta, penso, che la sofferenza è differente a seconda del livello di separazione dell’individuo fra il suo sé ed il suo es, o ancora fra il suo conscio ed il suo inconscio. Si può anche dire tanto più la persona si conosce e diventa intima con sé stessa e prende dimestichezza con i suoi processi inconsci, tanto più entra in armonia con sé, proprio perché mette in connessione emisfero destro e sinistro, conscio ed inconscio. In quel momento e’ in comunicazione. Essa è in comunicazione perché sta utilizzando tutti i suoi cinque sensi consapevolmente attraverso le informazioni che riceve ed invia nel tempo presente.

Quando la persona utilizza tutti i cinque sensi, usa più o meno consciamente, un linguaggio descrittivo sia interno che esterno, che fa sì che essa vada avanti con la sua evoluzione senza grossi imprinting o contestualizzazioni come nel caso dell’ utilizzo di un linguaggio opinante o menglio non più sensorialmente basato, che poi durante la sua crescita la riportano a viaggiare fra il passato ed il futuro e così facendo a dissociarsi, frammentarsi, dividersi e di nuovo alla sofferenza.

Questa sofferenza data proprio per l’utilizzo nella comunicazione di solo uno o due canali sensoriali, permette di ricevere la realtà limitatamente all’utilizzo degli stessi, quindi con relativa proiezione di realtà limitata a solo ciò che l’individuo ha visto, a solo ciò che ha udito o a solo ciò che ha percepito cenestesicamente, omettendo un pezzo di realtà.

Quanto più utilizziamo costantemente e insieme i nostri canali sensoriali, tanto più utilizziamo il tempo presente ed un linguaggio descrittivo, che quasi chiamerei evolutivo poiché sostituisce gli aggettivi qualificativi, nominalizzazioni ecc., con verbi che portano l’individuo a specificare il contenuto del discorso. Perché Evolutivo? Perché considero l’evoluzione come un continuo movimento , così come i verbi sono la rappresentazione di un loro specifico movimento. L’essere umano che sta nel tempo presente, fa uso dei suoi cinque sensi, e attraverso essi realizza la sperimentazione di sé stesso diventandone consapevole. In quel frangente la percezione sensoriale diventa la possibilità per ricevere ed inviare feedbach , che a loro volta possono descrivere altri fenomeni i quali se descritti in termini sensorialmente basati, perdono ogni tipo di catalogazione e non sono più né normali né paranormali, né fisici né metafisici, solo manifestazioni esistenziali che stiamo sperimentando nella continuità della nostra evoluzione. E’ differente infatti dire: Quella persona è simpatica dall’affermare: Quella persona usa una miscela di dialetti quando si esprime e ascoltandola mi diverto. Secondo Deepack Chopra i cinque sensi sono un mezzo per la manifestazione di ciò che individualmente crediamo; con questo concetto più la capacità di stare nel tempo presente, possiamo realmente evolvere con facilità e assumere i diversi ruoli della recita della nostra vita: attore, spettatore e regista.

Ed è proprio , nel tempo presente, con l’utilizzo consapevole dei cinque sensi e di un linguaggio descrittivo, che l’essere umano riceve costanti e continue manifestazioni del suo Es , cioè di quell’energia vibrante che tutto manifesta e crea. E’ in quel frangente che è consapevole e vive la dualità come manifestazione dell’esistenza piuttosto che come separazione o come dicevo prima frammentazione. La frammentazione si manifesta proprio quando l’essere umano utilizzando solo uno o due canali sensoriali in un momento con un picco emotivo, ha conoscenza di una parte di realtà e la interpreta in modo limitato al canale che ha utilizzato per recepirla ed interpretarla, così quella parte non conosciuta tenterà di ritornare alla persona affinchè essa possa riconoscerla attraverso l’utilizzo di quel o quei canali sensoriali non utilizzati in quel determinato tempo presente. Allo stesso modo in cui la persona non utilizzando un canale sensoriale, perde un pezzo di esperienza che la farebbe orientare diversamente nel mondo, quando invece utilizza insieme ed in modo conscio tutti i canali sensoriali riceve un ampliamento della sua percezione che diventa sempre più maggiorata . La psicologia studia i comportamenti umani proprio per permettere all’uomo di orientarsi nel mondo in cui vive. Oggi il mondo in cui vive l’uomo è espressione di differenti e sempre nuove consapevolezze, in continua ridefinizione ed evoluzione, proprio grazie al fatto che l’uomo oggi ha compreso che orientarsi nel mondo significa conoscersi e che tale conoscenza è una scoperta continua, come lo dimostra ciò che viene ancora chiamato esoterico e che in realtà è solo una ulteriore espressione dell’esistenza che noi stessi attraverso la nostra percezione sensoriale sempre più raffinata creiamo con nuove credenze e possibilità.

Si dice che i bambini assorbono dati come delle spugne. Essi, sono nel tempo presente.

I grandi personaggi come inventori, scienziati, musicisti ecc diventano tali nel momento in cui realizzano queste scoperte o realizzano le loro creazioni. Il momento in cui le persone determinano tale realizzazione è un tempo presente. Il tempo presente permette all’essere umano, prima di tuttto di conoscersi sempre meglio, di diventare intimo con sé stesso e di connettersi con facilita’ a quella vibrazione o quello stato dove esso stesso riceve intuizioni o comunicazioni che superano la logica e la razionalità del momento presente stesso e lo fanno crescere. Questo momento per molti chamato stato meditativo è collegato all’evoluzione fisica e fisiologica dell’essere umano nel corso della storia. Con questo voglio dire che ad ogni periodo storico possono corrispondere certi tipi di comportamnti, modalità dell’utilizzo dei canali sensoriali e metaprogrammi neurologici. Ad ogni periodo storico si possono corrispondere scienziati, studiosi come psicologi, con le più svariate dichiarazioni e scoperte, oggi in questo periodo storico dove l’essere umano utilizza in percentuale maggiore rispetto un tempo, i cinque sensi contemporaneamente, le informazioni che riceve e ciò che gli accade l’ha messo a relazionarsi a quello che col linguaggio logico è chiamato esoterimo e col linguaggio descrittivo verrebbe chiamato diversamente a seconda dell’accaduto e che personalmente chiamo Espressione della manifestazione dell’esistenza . Il termine espressione della manifestazione dell’esistenza, presuppone un’esistenza o meglio un flusso energetico che continuamente si manifesta in svariati modi. Se pensiamo per un attimo a noi stessi come espressione di un grande e continuo campo energetico, ci possiamo relazionare a noi stessi a partire da un presupposto di totalità e quindi di possibilità, al contrario di quanto accade quando l’essere umano crede di essere un corpo fisico fine a sé stesso. In quest’ultimo caso, egli crede in un inizio ed in una fine e attraverso questa credenza vive i suoi limiti e di conseguenza le sue paure, che verrebbero sostituite da nuove credenze e nuove proiezioni di realtà invece nel primo caso. Il credere di essere un corpo fine a sé stesso con una nascita ed una morte, piuttosto che ad esempio un campo energetico infinito di cui lui ne è una delle tante espressioni, mantiene l’uomo separato dalla sua stessa origine e cioè dalla fonte energetica attraverso la quale esso si manifesta: la creazione stessa.

Mentre scrivo e mi rendo conto di filosofeggiare su questo tema, mi domando se parlare di psicologia o psicologi è la stessa cosa e mi rispondo che sono due cose differenti, in quanto la materia di studio è spesso trattata diversamente a seconda dell’individuo seppur certi principi generali uniscano e l’uno e l’altra. Non so se oggi la psicologia come mezzo di studio dell’essere umano e dei suoi comportamenti si rivolga ad esso come ad un corpo fisico fine a sé stesso o se lo inquadri come espressione di un grande campo energetico, per cui piuttosto che inoltrarmi in affermazioni che ancora potrebbero essere riposte fra quelle vere o meno a seconda delle individuali credenze, concludo questo mio filosofeggiare con quanto segue: penso che indipendentemente dal tipo di credenza che muove uno psicologo o un terapeuta o un altro essere umano verso il benessere, si tratta comunque di un movimento che determina nell’uomo la consapevolezza di essere un microcosmo facente parte di un macrocosmo e che la dimenticanza di questo concetto lo scollega o separa da esso stesso, creando quella stessa sofferenza che può avere un tessuto separato dal resto del corpo mediante un trombo o un embolo a valle della zona interessata. Il sangue non circola più in quella parte del corpo ed inizia una sofferenza tessutale fino alle volte alla perdita completa e necrosi della stessa.

Ciò che sostituisce il senso di separazione fra sé e gli altri, il mondo circostante ed il tutto, è un ordine superiore, naturale che da solo si manifesta indipendentemente dagli sforzi che gli uomini possono fare per gestire la loro vita al meglio per loro stessi. L’arresa a quell’ordine permette alla psicologia di sorpassare la logica razionale e di addentrarsi in quello che essa stessa chiama esoterismo, ed è proprio a quel punto che ogni vocabolo diventa solo fittizzio alla comunicazione, non più per classificare questo o quello in questo o quel modo. Non c’è più un vero ed un falso, un giusto ed uno sbagliato, c’è un movimento vibratorio chiamato così per comodità di linguaggio che è anche lo stadio finale di tutte le pratiche spirituali, è una nuova presa di coscienza alla quale si accompagna uno stato di integrazione e benessere, di neutralità.

E per arrivare ad integrare il sé con l’ Es o viceversa, è necessario prima conoscere o meglio avere consapevolezzza del proprio Se . Alcuni psicologi credono che le persone che abbandonano più volte la loro autoimmagine, un lavoro un partner , uno status, abbiano dei problemi e durante il percorso di reintegrazione di un’autoimmagine scoprono come questo percorso li porti a riconsiderare il lasciare andare il proprio senso del sé, il lasciar andare qualunque identificazione con qualcosa, poiché è proprio l’identificazione in qualcosa o in qualcuno che ci impedisce di lasciarci andare a quell’ordine superiore, di fronte al quale prendiamo coscienza che il sé che consideriamo come Noi è effettivamente molto piccolo paragonato alla nostra connessione con l’universo.

Vivere il senso del non Sé definibile anche come nuovo Sé , risulta il modo che permette realmente la guarigione.

Per permetterci la resa allo stato del NON SE , è comunque necessario vivere prima lo stato del SE , dell’ Identità , a quel punto siamo pronti per scoprire i nuovi stati della disidentificazione. Significa che prima di non essere nessuno, dobbiamo essere stati qualcuno. Aquesto punto , il rapporto fra psicologia ed esoterismo può essere paragonato al sole che lascia il posto alla luna e la luna che poi lascia il posto al sole nella continuità della loro interazione. Si cela qui in questa interazione, il rapporto fra psicologia ed esoterismo. E’ uno dei tanti passi che permette all’essere di evolvere e mi permetto di dire essere piuttosto che essere umano in quanto trattasi di una di quelle particelle esistenziali che ancora con un altro passo non fanno altro che riconoscere nuovamente l’esistenza stessa nella sua continuità, nel suo movimento.

Girardi Beatrice.

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